Stampa di Block Notes personalizzati

Per stampare il tuo block notes personalizzato affidati al servizio che DgPrinter riserva per te. Stampando i tuoi block notes su DgPrinter potrai ottenere un prodotto valido, duraturo, professionale ad un prezzo molto economico. Puoi disegnare tu stesso il layout del block notes che intendi stampare oppure affidarti al servizio di realizzazioni grafiche interno alla struttura DgPrinter.

La stampa block notes può essere effettuata su diversi tipi di formato fra cui lo standard A4 e gli altri formati A5 ed A6. Una volta selezionato il formato potrai scegliere il numero di pagine fra le opzioni blocchi note a 50 pagine o block notes a 100 pagine.

Sfrutta al massimo la professionalità di DgPrinter per la stampa block notes e dotati di uno strumento che potrai portare sempre con te per i tuoi preziosi appunti o che potrai regalare ai tuoi clienti come simpatico omaggio. Grazie al servizio di stampa block notes DgPrinter puoi scegliere diverse opzioni di consegna e pagamento che ti permetteranno di scegliere come e quando ricevere il prodotto che hai ordinato.

Le 8 tendenze più importanti del web design nel 2017

Quali tendenze del web design saranno particolarmente rilevanti nel 2017? Nel corso degli ultimi 20 anni il web design si è sviluppato rapidamente, caratterizzandosi per i progressi tecnologici e le innumerevoli nuove possibilità di creazione. Mentre in passato le tendenze del web design duravano lunghi periodi, oggi le nuove scoperte del web design moderno hanno invece poco tempo per svilupparsi. Infatti, continuano ad essere importanti la facilità d’uso e l’alta informatività dell’offerta web, e non solo perché sempre più persone si connettono online.

Web design moderno: le novità tecniche per l’adattamento sui dispositivi mobili

Le tendenze del web design 2017 seguono ancora un chiaro percorso: la disposizione visiva del sito web diventa di secondaria importanza e ci si concentra su un utilizzo ottimizzato per il visitatore. I contenuti devono essere presentati in modo appropriato e offrire un valore aggiunto, indipendentemente dal dispositivo utilizzato. Per questo, anche nel 2017, il responsive design rimarrà una parola chiave importante per i web designer. Di conseguenza solo se il sito web o la web app riesce a reagire dinamicamente alle proprietà del dispositivo in uso e allo stesso tempo viene visualizzato chiaramente su ogni apparecchio, continuerà ad avere successo in futuro.

Serve perciò integrare in modo ottimale i moderni standard web come l’HTML5, JavaScript e CSS3 per creare dei siti web flessibili. I contenuti già presenti, così come gli elementi grafici, devono rimanere il più possibile invariati, indipendentemente dalla risoluzione del dispositivo in uso o dal metodo di immissione (per esempio touch screen o tramite mouse). I vantaggi di un responsive design sono a portata di mano: l’adattamento flessibile e automatico facilita non solo l’uso dei dispositivi mobili attuali, ma consente anche un adeguamento veloce ad un futuro apparecchio multimediale. A differenza di un sito web concepito per i dispositivi mobili, che deve essere creato e amministrato separatamente dal classico sito web con un template proprio, il nuovo contenuto o quello modificato di un sito responsive deve essere realizzato solo un’unica volta.

8 tendenze, che domineranno il web design nel 2017

Alcune tendenze più recenti del web design degli ultimi anni si ritrovano anche nel 2017 e mirano soprattutto alla qualità e alla personalizzazione dei contenuti, come dimostra la seguente lista.

  1. Utilizzare tipi di layout affermati

Un layout ben strutturato viene copiato spesso e nel giro di poco tempo, come si nota sempre tra le tendenze del web design. Le interfacce utente di molti siti e web app si orientano per la struttura e la gestione dei contenuti sempre di più a pratiche consolidate. Il layout influenza quindi l’usabilità di un sito web. Generalmente è difficile sbagliare se si punta su un sito esteticamente chiaro e ordinato; non si rischia neanche se ci si attiene ad imitare la veste grafica dei layout maggiormente affermati per i siti complessi o il design di blog per quelli più piccoli. Tra le tendenze del web design più recenti rientrano 2 tipi di layout che nel 2017 si ritroveranno su molte interfacce utente grafiche.

Il primo fenomeno di questo tipo si è affermato in fretta perché per molti utenti rappresenta la semplicità vera e propria per una presentazione chiara del menu, ovvero il piccolo menu a pulsante, chiamato anche “menu hamburger” (in inglese “hamburger button“). Inizialmente è stato utilizzato soprattutto per i menu a tendina dei siti mobili e delle app, ma ora questo comodo menu è stato adottato anche su molte versioni desktop. Il simbolo ricorda i diversi strati di un hamburger e viene spesso riprodotto graficamente con il segno matematico “≡“, che significa “uguale”.

La seconda tendenza più recente nel web design riguarda la presentazione dei contenuti. I Card layout (spesso anche chiamati “card-based design”) sono sempre più utilizzati. Se si adotta un layout simile, spesso i contenuti testuali e/o basati su immagini o pulsanti di “Call to Action” sono presentati in più box, distribuiti su tutta l’interfaccia utente. Ci sono diversi vantaggi: oltre alle moltissime possibilità di strutturare un sito in modo più chiaro e che si adatti meglio esteticamente ai contenuti proposti, il Card layout dimostra anche altre peculiarità da un lato più pratico. Infatti, i singoli box o carte, che fungono da contenitore, possono essere spostate facilmente all’interno della struttura del sito. Specialmente nei responsive design la ridistribuzione dei contenuti delle pagine avviene senza troppe complicazioni. Il Card layout deve la sua popolarità soprattutto ai diversi servizi per la condivisione di immagini come Pinterest o alle piattaforme per i design come Dribbble.

  1. Storytelling interattivo

Contenuti convincenti sono essenziali per un buon sito web. Ma solo questo non basta. Ugualmente importante è strutturare le informazioni già presenti nel giusto modo visivo e in maniera interattiva cosicché il visitatore si senta emozionalmente coinvolto. Lo storytelling interattivo è perciò un metodo sempre più utilizzato per presentare in modo più avvincente degli argomenti ostici. Un esempio di una ben riuscita combinazione di informazioni tecniche con contenuti multimediali è rappresentata dal documentario “Snow Fall” del New York Times del 2012. Il reportage, di circa 10.000 parole, fa luce sulle esperienze di un gruppo di sciatori, travolti da una valanga di neve. Il lungo testo risulta sempre appassionante e vivace grazie alla particolare elaborazione con interviste, video, immagini e animazioni.

Esempio di presentazione multimediale del reportage “Snow Fall“: nella parte alta dello schermo c’è un’animazione, mentre sotto ci sono il testo e le immagini

Una forma di presentazione interattiva, informativa e accattivante allo stesso tempo, lega il visitatore alla pagina e aumenta le possibilità di una reazione positiva. Tuttavia, utilizzando lo storytelling interattivo, bisogna fare attenzione a non inserire animazioni troppo pesanti che possano andare a discapito della performance del sito.

  1. Scrolling infinito

Tra le tendenze del web design 2017 ritroviamo anche una vecchia conoscenza: lo scrolling infinito che permette al visitatore del sito web di visualizzare nuovi contenuti scorrendo le pagine invece che cliccandoci sopra. Una volta concluso un paragrafo, il successivo si riallaccia immediatamente a quello prima. I social network come Facebook o Instagram utilizzano questo metodo già da molto tempo per presentare i contenuti agli utenti nel modo più semplice possibile. Anche sui blog la tecnica dello “scorrimento infinito” si può riscontrare già da qualche tempo e avrà sicuramente un ruolo molto importante anche in futuro.

Lo scrolling infinito è consigliabile per quei casi in cui il gestore di un sito web non sappia valutare con esattezza quali siano le informazioni più rilevanti per i rispettivi visitatori. Lo stesso vale nel caso in cui sia convinto che più informazioni abbiano la stessa rilevanza. Qualora si scelga questa tecnica di “scroll”, bisogna fare attenzione ai seguenti punti, soprattutto per quanto riguarda l’aspetto dell’ottimizzazione per i motori di ricerca:

  • URL personalizzato per ogni sottopagina
  • Nessuna sovrapposizione dei contenuti
  • Il visitatore deve individuare facilmente gli elementi ricercati
  • Tempi di caricamento adeguati
  1. Scorrimento parallax

Anche lo scorrimento parallax non rientra tra le nuovissime tendenze del web design, ma diventerà sempre più importante. L’effetto parallax viene utilizzato già da diversi anni come componente dei siti web moderni. Così, dato che i singoli elementi della pagina web si muovono velocemente e in maniera diversa, si possono realizzare dei particolari effetti visivi che tengono i visitatori incollati allo schermo. Idealmente il sito web offre, oltre ad un effetto di movimento, anche degli elementi che invitano l’utente a compiere un’azione. Lo scorrimento parallax si combina perciò bene con lo storytelling interattivo. È possibile vedere un ottimo utilizzo di questa tecnica sulla pagina di “Every Last Drop”.

  1. Ottimizzazione dei tempi di caricamento di una pagina

I metodi sopra descritti sono inoltre responsabili del fatto che i contenuti sono facilmente accessibili agli utenti, ma portano in determinate circostanze ad un altro problema, che stride con la concezione del web design moderno: la dispendiosa creazione grafica dei siti web spesso aumenta anche il tempo di caricamento di una pagina. Gli sviluppatori devono perciò valutare esattamente quali contenuti multimediali ed interattivi offrano un valore aggiunto all’utente e quali rallentino inutilmente la consultazione del sito web. In genere vale la regola “meno è meglio”, non essendo tuttavia implicato un completo ritorno al flat design, cioè ad un design semplice.

Quindi vale lo stesso discorso fatto per video, foto e altri tipi di contenuti: devono essere di alta qualità, unici e rilevanti per gli utenti. Inoltre ha senso che questi contenuti siano caricati solo nel momento in cui il visitatore li richiami. A trarre vantaggio da siti Internet ben strutturati, che non presuppongono un eccessivo volume di dati, sono proprio gli utenti che utilizzano dei dispositivi mobili o hanno a disposizione delle connessioni Internet lente.

  1. Importanza della scelta del font

Finora l’uso di caratteri grandi e la commistione di diversi tipi di font non venivano facilmente accettati. Oggi non è più così e quindi la variazione nella scelta dei caratteri è entrata a far parte delle tendenze del web design. L’armonizzazione tra i diversi tipi di font, se applicata in maniera corretta, produce spesso un effetto positivo nel lettore. L’alternanza tra le diverse dimensioni dei caratteri aiuta l’utente nella strutturazione ottica del testo; ad esempio vengono visti per primi gli elementi più grandi.

In genere i tipi di caratteri vanno scelti con cognizione di causa e adattati alle esigenze del target di riferimento, al prodotto, all’azienda o alla tematica. Tra tutte le libertà che il web designer può prendersi nella scelta dei tipi di caratteri e delle loro dimensioni, non bisogna però mai dimenticarsi di un aspetto importante: il font scelto deve risultare ben leggibile all’utente.

  1. Elementi di sfondo di alta qualità

Il problema delle tanto amate foto stock è che probabilmente si trovano su molti altri siti web e difficilmente riescono ancora a catturare l’attenzione dei visitatori. Una tendenza essenziale del web design per il 2017 è quindi l’utilizzo di fotografie il più possibile uniche e di alta qualità, in particolare per lo sfondo del sito web. Ciò conferisce alla propria presenza sul web una particolare nota personale.

Un’ulteriore possibilità per creare uno sfondo personalizzato per il sito web è l’uso di video o immagini animate. In questo caso bisogna considerare fino a che punto un design di questo tipo influisca sulla performance del sito web.

  1. Illustrazioni di alta qualità

Un’altra tendenza del web design, che contraddistingue il proprio sito web dagli altri ed attira una maggiore attenzione sul proprio, è l’inserimento di illustrazioni di alta qualità che offrono il vantaggio di esplicitare in modo semplice delle spiegazioni scritte, oltre che concretizzarle e supportarle grazie alla forza enunciativa del testo. Proprio nel contesto dei contenuti multimediali di un sito web, le illustrazioni offrono una variazione efficace che salta subito all’occhio. Inoltre, le opere illustrate sono difficilmente copiabili dai concorrenti e sono perciò la soluzione ideale per distinguersi dalla massa. Chi non avesse le competenze per creare autonomamente queste illustrazioni, dovrebbe rivolgersi ad un grafico. Un esempio molto noto di un sito web che utilizza delle illustrazioni, è l’homepage del servizio di archiviazione online Dropbox.

Fonte: 1&1 Domini

Email marketing: come rendere efficiente una campagna

Inviare informazioni, comunicazioni commerciali, promozioni, aggiornamenti del proprio sito via email è all’ordine del giorno. È importante ricordare, però, che quando si fa email marketing si fa marketing diretto, ci si rivolge cioè a persone che in qualche modo hanno già manifestato un certo interesse ai contenuti proposti. Cosa chiedere di più.

Ma quante di queste comunicazioni inviate vengono realmente lette? Come fare in modo che chi apre le email visiti poi le pagine di atterraggio desiderate? In questo articolo ti illustrerò come rendere più efficaci e, perché no redditizie in termini economici, le tue “semplici” email.

Come guadagnare nuovi iscritti…

Prima ancora di creare una email è importante conoscere i propri destinatari, avere il maggior numero di informazioni possibili o per lo meno il maggior numero di informazioni possibili rilevanti per le tue campagne. E soprattutto averceli, i contatti. Ma procediamo con ordine.

Chi fa email marketing ha solitamente tra i propri obiettivi a lungo termine quello di far crescere il numero dei sottoscrittori della newsletter. Ecco alcuni piccoli accorgimenti per raggiungere questo obiettivo.

Può sembrare strano, lo so, esordire in questo modo in un articolo in cui si parla di email marketing. Spesso però il termine newsletter viene associato allo spam. Invita alla sottoscrizione usando una Call To Action più descrittiva. Esempio: invece di “Iscriviti alla newsletter” potresti optare per “Resta aggiornato sulle nuove offerte”.

 

Inserisci un modulo di iscrizione, al punto giusto e al momento giusto.

Sottolineo, al punto e al momento giusto. Una tendenza recente è quella di far comparire il form per le sottoscrizioni come finestra di pop-up di grandi dimensioni pochissimi secondi dopo l’apertura della pagina, dopo aver scrollato verso il basso con il mouse o, nella peggiore delle ipotesi, in modo del tutto casuale. Se vuoi avere un impatto professionale e credibile, e soprattutto non vuoi innervosire i visitatori del tuo sito, ti consiglio di usare questa opzione con estrema cautela.

Nemmeno un modulo poco visibile porta tuttavia i risultati sperati. Il modulo dovrebbe quindi essere ben visibile ma non infastidire la lettera e soprattutto comparire in momenti di interazione con il sito particolarmente positivi: dopo la lettura di un articolo, dopo diversi secondi di osservazione di un prodotto. Infine lo si deve poter chiudere con facilità.

Esempio di modulo di iscrizione poco utile ai fini dell’ottimizzazione delle campagne marketing.

Siamo d’accordo. Nessuno ha voglia di passare molto tempo per sottoscrivere una newsletter, ma chi fa email marketing non può limitarsi alla richiesta del semplice indirizzo email. A seconda delle campagne che intendi inviare potresti richiedere quale sono gli argomenti che interessano di più, la città di residenza, l’età. Questo ti consentirà di segmentare meglio la tua rubrica, creare gruppi target e inviare email personalizzate. Una newsletter rilevante e personalizzata si traduce in percentuali di apertura maggiori e in un incremento del ritorno sugli investimenti.

…e non perderli subito dopo la sottoscrizione

In Italia, ma anche in tutta Europa, non è possibile inviare comunicazioni commerciali senza il consenso esplicito dell’interessato. Questo tipo di consenso viene ottenuto con una procedura tecnicamente chiamata “opt-in”. Poiché l’inserimento dei dati nel modulo di iscrizione potrebbe essere potenzialmente effettuato da una persona terza, diversa dal legittimo proprietario dell’indirizzo email immesso, si utilizza la procedura di cosiddetto doppio opt-in: dopo aver inserito il proprio indirizzo email e gli eventuali altri dati richiesti, il nuovo sottoscrittore riceve un’email contente un link di conferma. Solitamente (e di accordo con il programma per newsletter utilizzato) il contatto viene inserito nella rubrica solo dopo aver cliccato sul link.

Doppio opt-in questo sconosciuto.

Nozioni teoriche a parte, ai fini della “raccolta” degli indirizzi è importante sottolineare che molti sottoscrittori non sanno che devono cliccare su un link di conferma, non lo faranno, non saranno inseriti nella rubrica e tu avrai perso contatti preziosi per le tue campagne (sic!).

Per evitare che questo si verifichi è necessario rendere chiaro ed evidente che la procedura di sottoscrizione non è ancora terminata. Come?

Crea una pagina di atterraggio dedicata o una finestra di pop-up che non contenga altri contenuti ma che inviti solo e unicamente a controllare la casella di posta e cliccare sul link di conferma.

Fa’ in modo che l’email di conferma venga aperta. Evita un oggetto del tipo “Benvenuto alla nostra newsletter” ma scegli piuttosto un oggetto che indichi chiaramente che si tratti di una email di conferma, ad es. “Per favore, conferma il tuo indirizzo email” oppure “Conferma la tua sottoscrizione”. Non dimenticare inoltre di sfruttare anche il pre-header, spesso non utilizzato, per dare maggiori informazioni sul contenuto dell’email.

In rosso un’email che non sfrutta il pre-header, in verde un’email dove il pre-header completa chiaramente l’oggetto.

Come fare aumentare le percentuali di apertura

Molti utenti usano da anni sempre lo stesso indirizzo email sul quale ricevono ogni giorno tantissime email, molte delle quali sono quasi immediatamente cestinate. Inoltre, sembrerà banale, ma affinché una newsletter possa essere letta è necessario assicurarsi che questa raggiunga la casella di posta in arrivo e non quella dello spam. In primo luogo, perché le email nella cartella dello spam non le legge nessuno; secondo, perché nella peggiore delle ipotesi il server di posta del destinatario potrebbe bloccare tutte le successive email provenienti da quell’indirizzo.

Alcuni consigli, quindi, per evitare di che le tue email vengano classificate come spam:

Evita frasi e parole (soprattutto nell’oggetto della newsletter) del tipo “gratis”, “garanzia”, “100% di successo”, ecc.

Nell’email di conferma sottoscrizione delle newsletter chiedi ai tuoi contatti di inserire il tuo indirizzo nella loro rubrica. Basterà allegare il tuo biglietto da visita elettronico (ad es. in formato vCard).

Inserisci sempre nelle tue newsletter un link per annullare la sottoscrizione alla newsletter. Oltre ad usare la procedura prevista dalla normativa in materia, sarà più probabile che il destinatario annulli la sua sottoscrizione piuttosto che segnalarti come spam.

Effettua un test anti-spam prima di inviare la newsletter. Se usi un buon programma per newsletter questa funzione dovrebbe essere inclusa.

Aggiorna la tua rubrica di contatti. Cancella gli indirizzi email “rimbalzati”, i cosiddetti bounce.

Accertatati che i server d’invio del programma utilizzato siano certificati. Tra le certificazioni più note vi sono quella di Return Path e la certificazione ISIPP SuretyMail.

L’apparenza non inganna.

Una volta che l’email raggiuge la casella di posta in arrivo, bisogna fare in modo che questa venga aperta, letta e che induca il lettore a cliccare sui contenuti. Le email hanno diversi elementi che possono essere utilizzati per raggiungere questo obiettivo. Primo tra tutti l’oggetto, che deve essere coerente con i contenuti, non deve contenere le parole “a rischio spam”, non deve essere tutto in stampatello e può contenere simboli.

Anche il nome del mittente gioca un ruolo fondamentale. Normalmente, e non a torto, si utilizza il nome aziendale. Ma ricevere una email dal Sig. XY è più veritiera e credibile di un’email dall’azienda Z e aiuta a far aumentare il tasso di aperture della newsletter.

Come generare traffico sul tuo sito con le newsletter

Riuscire a inoltrare i destinatari delle tue newsletter al tuo sito significa aver superato già due ostacoli: primo, l’email è stata aperta e, secondo, il lettore ha cliccato sui suoi contenuti. Una volta raggiunta la pagina desiderata, la possibilità o meno di generare conversioni dipende dalla qualità della pagina di atterraggio.

Tecnicamente, la percentuale dei contatti che hanno aperto un’email e hanno poi cliccato su suoi contenuti si definisce Click Through Rate. Per aumentare questa percentuale è bene:

Evitare contenuti esplicitamente pubblicitari. Vuoi vendere prodotti con le newsletter? Evita di farlo per lo meno nelle prime due newsletter, dove dovresti presentarti piuttosto come un esperto in materia, una persona di fiducia. A partire dalle email successive puoi iniziare a presentare i tuoi articoli.

Fare un test A/B. Non sai quale oggetto, quale grafica funziona meglio sui tuoi destinatari? Lascia che siano i tuoi contatti a dirtelo. Invia un test A/B e verifica tu stesso quale oggetto, grafica o contenuto funziona meglio.

Limitare i contenuti delle pagine di atterraggio a un solo articolo (pertinente). Quanti più argomenti o prodotti presenti, tanto più facile sarà confondere il lettore e rendere più difficile la scelta e quindi la conversione. Del resto, se le tue campagne funzionano davvero, avrai tutto il tempo che vuoi per presentare tutta la gamma dei tuoi prodotti.

Lasciare i tuoi contatti con il fiato sospeso. Solletica il desiderio dei tuoi iscritti, incuriosiscili e fa’ in modo che non vedano l’ora di ricevere la prossima newsletter dando, ad esempio, un assaggio dei contenuti della newsletter successiva.

Non inviare newsletter tutti i giorni, ma ogni due settimane o una volta al mese. Anche qui puoi osservare tu stesso le percentuali di aperture di apertura della tua newsletter e capire in che modo ottimizzarne la frequenza e l’orario d’invio.

Conclusioni e consigli

Ottenere buoni risultati in termini di conversioni (visite sul sito, acquisto di prodotti, ecc.) non è un’impresa impossibile se si seguono alcuni piccoli accorgimenti. Per i più esperti: non controllare solo le visite del tuo sito, ma analizza anche i risultati delle tue campagne di email marketing (percentuali di aperture, dei click, di conversione, mappa dei click) o effettua un test A/B per inviare la newsletter migliore, al momento migliore, e ottimizzare il tuo ritorno sugli investimenti.

Fonte: Tagliaerbe

Laser scanner manuale T-SCAN LV

L’innovativa combinazione di scansione e di tracciamento ottico T-SCAN LV / T-TRACK LV consentono un unico enorme volume di misura, per raggiungere prospettive completamente nuove nei sistemi di scansione 3D ottica.

Attraverso questa tecnologia è possibile acquisire i dati 3D di oggetti di grandi dimensioni ancora più velocemente e più facilmente. L’elevata velocità di scansione del laser scanner e un volume di tracciamento ottico fino a 35 m³, offrono la massima libertà di movimento per un efficace processo di misurazione.

Il sistema di tracciamento ottico modulare si adatta a varie applicazioni sia di scansione che di misura di singoli punti, ma sempre nella totale libertà di movimento.

E’ possibile collegare insieme più sistemi di tracciamento ottico per estendere ulteriormente il campo di scansione. Si massimizza così la produttività per la misura di componenti di grandi dimensioni da tutti i lati.

Con il laser scanner manuale T-SCAN LV, si possono digitalizzare oggetti di grandi dimensioni in modo efficiente e senza fatica.Con il tastatore T-POINT LV, disponibile come opzione, la misurazione di singoli punti risulta rapida e semplice.

Con la funzione di sistema di riferimento dinamico possibile acquisire dati 3D con alta precisione, anche su oggetti in movimento, o eseguire misure indipendentemente dai movimenti dei componenti e delle difficili condizioni ambientali, come vibrazioni (in ambienti di produzione, ad esempio, in impianti di pressatura).

Fonte: QFP SERVICE

Stampa online di Buste personalizzate

La comunicazione di un brand passa spesso attraverso buste personalizzate con il logo o l’immagine aziendale. Bertelli DgPrinter è il partner ideale per la stampa online di buste personalizzate. Il servizio DgPrinter prevede la stampa di buste di dimensioni 11×22 cm oppure 16x23cm. Le buste sono disponibili in formato con o senza finestra. Visita la sezione Buste Personalizzate su DgPrinter.it, segui la configurazione guidata scegliendo passo passo tutte le caratteristiche necessarie a realizzare la tua busta commerciale personalizzata. Varie tipologie di consegna e pagamento ti permettono di scegliere come e quando ricevere la merce ordinata. Le buste commerciali possono essere stampate anche fronte retro. Con Bertelli DgPrinter puoi avere le tue buste commerciali personalizzate per l’invio di fatture, materiale pubblicitario o auguri di Natale per i tuoi Clienti.

I rischi delle variazioni di prezzo

Il prezzo è di gran lunga la leva più potente del marketing mix.

Se la tua azienda ha profitti del 10% sul volume delle entrate, un aumento dell’1% dei prezzi di vendita produce un 10% di aumento dei profitti. E questo è davvero moto potente. Perché allora le strategie sui prezzi sono poco conosciute e utilizzate?

Perché il prezzo è un terreno rischioso.

Tre grandi rischi quando si adottano variazioni di prezzo.

  1. Gli aumenti di prezzi si traducono in riduzione di entrate.

Se si aumentano i prezzi i clienti potrebbero acquistare dalla concorrenza e non da te. Questo è il motivo per cui se si vuole aumentare il prezzo di vendita, è meglio farlo dove si è ancora sicuri di poter vincere. Si può far questo se si capisce a quali prodotti i tuoi clienti attribuiscono maggior valore e trovare il modo per aumentare i prezzi. Si potrebbe aumentare il prezzo solo per i nuovi clienti, come capire quali prodotti hanno maggior valore nei confronti della concorrenza e caricare il prezzo su questi prodotti. Non ci sono risposte facili, ma ci sono le risposte.

  1. Le diminuzioni di prezzo sono subito prese dai concorrenti così da abbassare i profitti per tutti.

Se si tenta di abbassare i prezzi per guadagnare quote di mercato rispetto alla concorrenza, è molto probabile che anche i concorrenti abbasseranno i prezzi per mantenere la loro quota. La tua diminuzione, se sei un concorrente importante, abbassa i profitti per l’intero settore. Per evitare questo problema, la diminuzione di prezzo può essere utilizzata per fare spazio a un prodotto di nuova generazione. Utilizzare i prezzi per inseguire una quota di mercato è quasi sempre una cattiva decisione.

  1. Le diminuzioni di prezzo hanno effetti istantanei e spesso irreversibili.

L’aspetto grandioso della diminuzione dei prezzi è che può cambiare subito la percezione dei clienti. Altre variabili del marketing mix impiegano mesi per spostare la percezione del cliente. Vale però la pena di ricordare che i clienti odiano gli aumenti di prezzo. Una volta che si abbassa il prezzo si ottiene un rapido rimbalzo delle entrate, ma i clienti si aspettano che il prezzo sia più basso per sempre.Gli effetti della riduzione dei prezzi possono essere irreversibili.

La ragione quindi che l’arma del prezzo è sottoutilizzata è che è rischiosa.

Come un aumento dell’1% nel prezzo può aumentare i profitti del 10%, lo stesso 1% può ridurre profitti in modo uguale o maggiore. Vale la pena rischiare?

Fonte: GiovanniCappellotto.it

Come mantenere costante il traffico del blog

Dopo aver visto come trovare nuovi lettori per il blog, ipotizziamo che questi consigli abbiano dato i frutti sperati e che qualcuno abbia timidamente iniziato a leggerci. Adesso dobbiamo far sì che essi diventino dei lettori abituali, che ci leggano regolarmente e che, mentre piano piano aumentano, mantengano al nostro blog un traffico costante. Vediamo come fare in alcuni punti:

  1. Pensa ai lettori, non ai motori di ricerca. Presta attenzione a quello che vorrebbero leggere i tuoi lettori e costruisci il tuo blog secondo le loro necessità. Gli algoritmi dei motori cambiano in continuazione e un giorno, per un qualsiasi motivo, potresti non ricevere più visite da Google, ma il tuo blog continuerà a mantenersi vivo grazie ai tuoi lettori. Blogga e non preoccuparti della tua posizione nei motori di ricerca.
  2. Scrivi con sicurezza. Per essere ricordato, e magari anche linkato, devi dare la sensazione di essere sicuro di quello che scrivi. Un buon modo per farlo è essere differente, unico, ma sempre te stesso. Quello che fai impregna la tua personalità agli occhi dei tuoi lettori. Se hai qualche notizia, condividila; se ti piace qualcosa, raccontalo; linka le tue fonti e non preoccuparti che non siano esatte, puoi sempre correggerti. E’ molto importante che si veda che conosci quello di cui parli.
  3. Linka sempre. Quando hai una buona fonte per un post, linkala. Non pensare «non serve, hanno già abbastanza traffico». Non puoi mai sapere chi ti sta leggendo e se ricambierà il link.
  4. Non scrivere qualcosa che non sia interessante. Dopo i primi mesi, se ti è possibile, dovresti cercare di postare tutti i giorni. Ma se non hai qualcosa che valga la pena di essere letto, meglio non scrivere affatto. Non è grave se per qualche giorno non hai niente da pubblicare; ma quando torni a farlo, fallo con qualcosa di buono ed i tuoi lettori si renderanno conto che gli sei mancato.
  5. Scrivi come parli. Scrivi con naturalezza e cerca di parlare a tutti, senza mai però dimenticare un lessico corretto. Un post pieno di tecnicismi rischia di annoiare il lettore dopo il primo paragrafo, costringendolo ad abbandonare la lettura del blog. Il tuo modo di scrivere deve rendere il blog un posto reale e familiare ai lettori.

Spero che questi piccoli consigli ti servano a mantenere i tuoi attuali lettori, perchè è più facile mantenere quelli che già si hanno, che cercarne costantemente di nuovi.

Fonte: BlogMaster

Strategie di marketing e comunicazione per Natale

Il periodo natalizio è un momento magico per chi vende prodotti e ancor più è necessario essere presenti e visibili sul mercato. Cosa fare per aumentare la propria visibilità su internet o per emergere tra i concorrenti? Ecco alcune strategie da tenere in considerazione:

Comunicazione sul sito in ottica “regali”

Sul sito internet i contenuti già presenti possono essere riorganizzati in modo da mettere in evidenza i prodotti migliori da regalare. Prepara e metti in evidenza anche i contenuti che spiegano eventuali promozioni e concorsi attivi durante il periodo natalizio nel tuo negozio o con l’acquisto online sul tuo sito.

Content Marketing

Nel caso in cui sul proprio sito si abbia un blog, sarebbe opportuno preparare una serie di articoli raggruppando e descrivendo i migliori prodotti presenti nel catalogo che possono essere regalati ai propri cari, magari per categorie di persone. Cerca sempre nei contenuti di focalizzare:

“cosa può essere regalato”,

“a chi può essere regalato”

“le caratteristiche per cui può piacere come regalo”.

Esempio: Hai una profumeria? Potresti preparare un articolo con i migliori profumi da donna del 2013 da regalare alla mamma o i migliori profumi da uomo del 2013 da regalare al proprio fidanzato.

Articoli originali come questi, in cui si tratti dei prodotti con il tuo marchio o che linkino al tuo sito, possono essere proposti per la pubblicazione su blog che trattino di articoli da regalo in generale o in blog del tuo settore.

Il Content marketing non è solo testi, ma anche video, immagini, infografiche, ecc: ad esempio potresti fotografare le tue vetrine addobbate per Natale o riprendere in video le fasi dietro le quinte dell’allestimento natalizio del negozio o dell’ufficio.

Search Engine Marketing

Le ricerche sui motori di ricerca esplodono durante l’avvento. In particolare sono ricercati “articoli da regalo”, “idee regalo”, “regali” e tutta una serie di ricerche associate. Soprattutto nel caso in cui il tuo sito non goda di un buon posizionamento naturale, può essere utile pensare di avviare una campagna di Keyword Marketing attraverso Google Adwords. Il tuo annuncio a pagamento sarà posizionato negli annunci sponsorizzati per le stringhe di ricerca utili a portare un cliente interessato ad un prodotto che tu vendi sul tuo sito.

Visto che nel periodo natalizio sarà più alta la concorrenza (e quindi il costo per clic sarà più alto per stringhe ad alta concorrenza), è preferibile lavorare sulla “coda lunga” delle ricerche, scegliendo stringhe meno richieste e a più bassa concorrenza con cui ottenere visite ad un basso prezzo per clic.

Social Media Marketing

E’ possibile programmare campagne di annunci simili a quelli di Adwords anche con Facebook Advertising, in modo che vengano mostrati all’interno del social network solo a persone profilate per età, sesso, area geografica, interessi, stato civile (dichiarati sul social network).

Le nuove frontiere del social media marketing permettono anche strategie di remarketing, facendo visualizzare i tuoi annunci solo ai clienti che già hanno comprato sul tuo ecommerce o che hanno un account ma che ancora non hanno acquistato.

Email Marketing

Prepara un’email con le tue migliori promozioni per Natale o con i contenuti già scritti sul tuo blog sui “prodotti da regalare a Natale”. Invia il messaggio al tuo database di email dei clienti (che ti abbiano rilasciato il consenso per l’invio di promozioni), per informarli delle nuove offerte. Alcuni clienti “dimenticano” di aver acquistato su un ecommerce o in un negozio fisico specifico: l’email fungerà da remainder.

Nel caso in cui tu abbia un database di email troppo piccolo, è possibile rivolgersi a servizi a pagamento che inviano email a soggetti profilati, pagando un prezzo concordato ad invio.

Marketing non-convenzionale

Se proprio vuoi stupire, puoi pensare al marketing non-convenzionale. Un flashmob con canzoni natalizie davanti al tuo negozio? La distribuzione di inviti per un tuo evento fatta da tante persone vestite da elfi? Un gioco di luci o di animazione su cartelloni posizionati ad hoc in una piazza? Splendide idee possono essere realizzate con un po’ di fantasia e tanta organizzazione. E’ molto importante che la fase di preparazione e quella effettiva della strategia siano riprese da più videocamere, in modo da non perdere nessun momento e immortalare le espressioni nei volti degli spettatori. Le campagne di marketing non-convenzionale hanno ovviamente costi di realizzazione più alti, ma se ben progettate possono portare alla realizzazione di video potenzialmente virali, che non smettono di portare i loro frutti anche a distanza di molto tempo. Sul nostro sito abbiamo raccolto dei video di campagne di marketing non convenzionali nel periodo Natalizio.

Fonte: Newcomweb

Da iPhone 2G ad iPhone 7 plus: i 9 anni dello smartphone di Apple

Sono passati poco meno di 10 anni dal 9 Gennaio 2007, giorno in cui Steve Jobs, il CEO di Apple annunciò al mondo il suo cellulare che permetteva agli utenti di chiamare semplicemente puntando con il dito su un nome o su un numero. Un cellulare che non solo avrebbe rivoluzionato il mercato ma un prodotto che avrebbe anche cambiato radicalmente il volto dell’azienda.

iPhone (chiamato anche iPhone 2G o iPhone EDGE) racchiude in se tre device: un telefono, un un iPod widescreen con controlli touch ed un dispositivo di comunicazione Internet con email di livello desktop, web browsing, funzionalità di ricerca e mappe. iPhone ha un display da 3.5 pollici, definito ampio all’epoca, e non usa un pennino, a Jobs non piacevano. Per navigare la sua interfaccia basata su OSX si utilizzano quelle che venivano definite come “il miglior puntatore con cui siamo nati”, le nostre dita.

iPhone supporta le reti GSM di seconda generazione, ha una scocca in alluminio, una fotocamera da 2 megapixel, un processore da 412MHz e 128MB di RAM.

Secondo Jobs, iPhone era cinque anni avanti rispetto a qualsiasi altro telefono cellulare. Sul palco del MacWorld, Jobs lesse anche un’interessante citazione di Alan Key: “Coloro che sono seriamente intenzionati a realizzare software dovrebbero anche farsi il proprio hardware”

iPhone arriva sul mercato statunitense il 29 giugno 2007 in due tagli di memoria: uno da 4GB venduto al prezzo di 499 dollari ed uno da 8GB venduto a 599 dollari. A settembre dello stesso anno il modello da 4GB viene tolto dal mercato ed il modello da 8GB scende a 399 dollari. A gennaio del 2008 viene affiancato da una versione da 16 GB venduta a 499 dollari.

Nel solo giorno di lancio furono venduti oltre 525.000 iPhone. Tra Settembre e Novembre del 2007, iPhone arriva anche in Inghilterra e Germania, venduto tramite operatori, ed in Francia, senza nessun vincolo contrattuale.

Il 9 giugno del 2008, Apple annuncia il nuovo iPhone 3G che combina tutte le funzionalità di iPhone con le prestazioni offerte dalle reti 3G. iPhone 3G ha anche un GPS integrato ed è basato su piattaforma iPhone 2.0. L’11 luglio 2008 arriva in 22 paesi, Italia compresa. Nel corso dell’anno il mercato si allarga ad oltre 70 nazioni. A Luglio arriva anche l’App Store.

Dal palco del WWDC, l’8 Giugno del 2009 è Phil Schiller ad annunciare una versione riveduta ed aggiornata di iPhone 3G, iPhone 3GS. Restano invariati design e dimensioni ma arriva il supporto alle reti HSDPA, una batteria più capiente ed una fotocamera da 3.2 megapixel con messa a fuoco automatica e con la possibilità di registrare video. Migliora anche il tocco e la visibilità del display grazie ad un trattamento oleorepellente. iPhone 3GS è basato sulla versione 3.0 di iPhone OS che offre oltre 100 nuove funzionalità tra cui il taglia, copia ed incolla.

Design completamente rinnovato per iPhone 4, definito da Steve Jobs, il più grande salto in avanti dal primo iPhone. Annunciato il 7 giugno 2010 sul palco del WWDC, iPhone 4 ha un profilo in alluminio e vetro anche sulla parte posteriore. All’epoca era uno degli smartphone più sottili mai realizzati ma soffriva anche di un problema di ricezione che si verificava quando lo si impugnava in un determinato modo. iPhone 4 ha un nuovo display definito “Retina”, sempre da 3.5 pollici ma con risoluzione di 960×640 pixel, un processore Apple A4, un giroscopio a 3 assi ed una fotocamera posteriore da 5 megapixel con flash LED in grado di registrare video in HD. iPhone 4 è basato su sulla quarta versione della piattaforma operativa di Apple, denominata ora iOS, e consente anche di effettuare videochiamate FaceTime tramite la fotocamera anteriore VGA.

E’ il 4 Ottobre del 2011. Alla presentazione del nuovo iPhone 4S c’è un posto in prima fila vuoto con un cartello “riservato”. Fino all’ultimo momento la speranza era che fosse occupato da Steve Jobs le cui condizioni di salute erano divenute ormai precarie. Sul palco c’è Tim Cook che da circa un mese era il nuovo CEO di Apple. Come accaduto con iPhone 3GS, iPhone 4S mantiene invariato il design ma viene migliorato l’hardware e vengono risolti i problemi di ricezione di iPhone 4. Tra le novità ci sono un nuovo processore dual core Apple A5 ed una fotocamera posteriore da 8 megapixel in grado di registrare video in risoluzione Full HD. Il sistema operativo è iOS 5 che integra SIRI, l’assistente vocale che permette di utilizzare comandi vocali naturali.

Il 12 Settembre del 2012, Apple annuncia iPhone 5, il primo iPhone senza Steve Jobs anche se dietro alla realizzazione di questo device ci sarebbe un suo completo coinvolgimento, il suo ultimo, grande progetto. iPhone 5 è basato nativamente su iOS 6, ha un nuovo design caratterizzato da una sottile scocca in metallo con un inserto in vetro, un display più ampio da 4 pollici con risoluzione di 1136×640 pixel, un processore A6, 1GB di memoria RAM, una fotocamera anteriore da 1.2 megapixel, supporta le reti LTE ed ha un nuovo connettore Lightning. Con iPhone 5 arrivano anche le nuove cuffie EarPods. iPhone 5 supera i due milioni di unità preordinate in sole 24 ore.

Il 10 settembre 2013, fedele al suo ciclo biennale di design, Apple annuncia iPhone 5s. Resta invariato il design ma arriva la nuova variante di colore oro. iPhone 5s integra un processore A7 con un’architettura a 64 bit, una rinnovata fotocamera posteriore sempre da 8 megapixel ed il Touch ID per sbloccare in sicurezza il device tramite il riconoscimento delle impronte digitali. iPhone 5s è basato nativamente su iOS 7 che offre un’interfaccia grafica completamente ridisegnata sotto la supervisione di Jony Ive.

Con iPhone 5s viene anche annunciato iPhone 5C, un iPhone atteso dal mercato come un modello a basso costo ma che si rivela, in pratica, un iPhone 5 con scocca in policarbonato colorato e prezzi sostanzialmente allineati a quelli degli altri modelli.

Il 9 Settembre del 2014, Apple arrivano i nuovi iPhone 6. Per la prima volta vengono annunciati due versioni di iPhone, uno con display da 4.7 pollici, ed uno con display da 5.5 pollici di diagonale, l’iPhone 6 Plus. Cambia radicalmente il design che abbandona le spigolosità dei modelli precedenti per far spazio a linee più morbide ed arrotondate. I nuovi iPhone 6 integrano un processore A8 a 64bit, connettività NFC per pagamenti tramite Apple Pay e sono basati nativamente su iOS 8. iPhone 6 Plus, in più, ha una fotocamera posteriore anche con stabilizzatore ottico. Nel primo weekend di disponibilità, Apple vende 10 milioni di iPhone 6.

E’ il 9 settembre 2015, arrivano le versioni “S” degli iPhone 6. Caratteristica principale di questi nuovi iPhone è il 3D Touch che rileva la pressione del dito sul display per consentire di accedere rapidamente a diverse funzionalità ed offrire nuove possibilità di interazione. iPhone 6s e iPhone 6s Plus sono realizzati in alluminio serie 7000, più resistente rispetto a quello utilizzato per gli iPhone 6. Arriva la nuova colorazione oro rosa e vengono migliorate le prestazioni grazie al processore Apple A9. La fotocamera posteriore è ora da 12 megapixel mentre quella anteriore sale a 5 megapixel. Il nuovo TouchID di seconda generazione permette un riconoscimento delle impronte più rapido ed accurato.

Con un annuncio arrivato un po’ a sorpresa, il 21 Marzo del 2016 Apple lancia iPhone SE, uno smartphone che rispolvera il design di iPhone 5 mantenendone invariata anche la diagonale del display, ma che integra diverse caratteristiche degli iPhone 6s tra cui il processore Apple A9 ed una fotocamera posteriore da 12 megapixel con possibilità di registrazione video in 4K. iPhone SE viene venduto in quattro varianti di colore ed in versioni da 16GB e 64GB.

Il 7 settembre 2016 vengono annunciati da Apple i nuovi iPhone 7. A differenza di quanto accaduto in passato, viene mantenuto pressoché invariato il design rispetto alla generazione precedente. Sono sempre due i modelli, iPhone 7 ed iPhone 7 Plus ma arrivano le nuove colorazioni nero opaco e jet black. Disponibili nei tagli di memoria da 32, 128 e 256 GB, gli iPhone 7 sono basati nativamente su iOS 10 ed integrano un processore A10 Fusion, hanno un doppio speaker stereo, sono resistenti ad acqua e polvere ed hanno display con una gamma cromatica più ampia. Viene riprogettato anche il tasto home ma viene eliminato il jack audio da 3.5mm. Entrambi hanno fotocamere posteriori da 12 megapixel con stabilizzatore ottico ma iPhone 7 Plus ha una seconda fotocamera con teleobiettivo.

Questa, quindi, è la storia di iPhone, uno smartphone che nel corso di nove anni ha sicuramente cambiato e rivoluzionato un mercato diventato sempre più competitivo. Appuntamento al prossimo anno con l’iPhone del decennale.

Sarà iPhone 7S o un iPhone 8 completamente rinnovato? Non resta che attendere anche se, finora, gli indizi sembrerebbero puntare direttamente alla seconda ipotesi.

Fonte: HdBlog.it

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